Lo zafferano è conosciuto da millenni come la spezia più preziosa al mondo, usata in cucina e nella tradizione erboristica del Mediterraneo e del Medio Oriente. Negli ultimi anni, però, è diventato protagonista anche di un filone di ricerca scientifica che lo osserva da una prospettiva diversa: il suo possibile ruolo nella percezione dello stress e dell'umore.
Cos'è lo zafferano e da dove viene
Lo zafferano si ricava dagli stimmi rossi essiccati del fiore Crocus sativus, visibili nella foto qui sopra al centro del fiore violetto. Servono decine di migliaia di fiori raccolti a mano per ottenere anche solo un chilo di spezia, il che spiega il suo costo elevato ed è anche uno dei motivi per cui, quando si parla di zafferano come ingrediente funzionale, la qualità e la standardizzazione dell'estratto fanno una differenza enorme rispetto alla semplice spezia da cucina.
Per uso in integratori si utilizzano estratti concentrati e standardizzati in specifici composti attivi (tra cui crocina e safranale), come l'estratto brevettato Affron®, tra i più utilizzati nella ricerca clinica recente su questa pianta.
Cosa dice la ricerca scientifica
Diversi studi clinici randomizzati e controllati con placebo hanno indagato l'effetto di estratti di zafferano standardizzati sulla percezione soggettiva di stress e sul tono dell'umore in adulti sani, generalmente su periodi di 4-8 settimane di assunzione continuativa. I risultati pubblicati sono nel complesso incoraggianti, ma vanno letti con la stessa cautela che si applica a ogni campo di ricerca in evoluzione: i campioni degli studi sono spesso limitati, la risposta individuale varia, e lo zafferano non è e non deve essere considerato un trattamento per l'ansia clinica, la depressione o altri disturbi dell'umore, condizioni che richiedono sempre una valutazione medica specialistica.
Vale la pena distinguere tra lo zafferano che si usa in cucina, in quantità minime per aromatizzare un piatto, e gli estratti concentrati usati negli studi clinici: sono due cose diverse per dosaggio e standardizzazione, e i risultati della ricerca si riferiscono specificamente ai secondi.
Zafferano e ashwagandha insieme: perché spesso si trovano abbinati
Non è un caso che molti integratori moderni combinino zafferano e ashwagandha nella stessa formulazione: agiscono su fronti complementari secondo la tradizione erboristica, e alcune ricerche preliminari iniziano a esplorare le combinazioni di adattogeni proprio per un possibile effetto sinergico. La scienza su queste combinazioni specifiche è però ancora ai primi passi rispetto agli studi sui singoli estratti, e servono ulteriori conferme.
Come si assume
Gli studi clinici sull'estratto Affron® hanno generalmente utilizzato dosaggi giornalieri intorno ai 28-30 mg. Trattandosi di un estratto molto concentrato, il dosaggio corretto va sempre rispettato attenendosi alle indicazioni riportate in etichetta, senza superarlo nella convinzione, sbagliata, che "di più" equivalga a un effetto maggiore.
Precauzioni
Lo zafferano in dosi da integratore va usato con cautela in gravidanza (a differenza delle quantità minime usate in cucina) e va sempre segnalato al proprio medico in caso di terapie farmacologiche in corso. Come per qualunque integratore, non sostituisce una valutazione medica in presenza di sintomi persistenti legati allo stress o all'umore.
In sintesi
Lo zafferano concentrato è uno degli ingredienti vegetali più studiati degli ultimi anni nell'ambito del benessere mentale percepito, ma resta un supporto, non una soluzione isolata. Sonno, alimentazione e gestione dello stress quotidiano restano i fattori che contano di più; un estratto standardizzato, assunto con costanza e nelle dosi corrette, può inserirsi in questo quadro come un tassello in più.
Nei nostri Zafferano+ Glù, lo zafferano Affron® è abbinato all'ashwagandha KSM-66® in un formato gommoso pensato per essere semplice da integrare ogni giorno.
Foto: Zeynel Cebeci (Zcebeci), licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico o di uno specialista. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.